ANTON GINO FILIPPI, PROTAGONISTA ECLETTICO DEL PRIMO NOVECENTO VENETO
a cura di Flavia BENVENUTO STRUMENDO

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ANTON GINO FILIPPI - Il Lemene 1955 Questa mostra monografica di Anton Gino Filippi è comprensiva di opere scelte lungo l’arco di circa quarant’anni di lavoro. Nasce con l’intento di rendere omaggio, a 50 anni dalla morte, ad un artista eclettico che, sin dalla giovinezza, ha vissuto l’arte come prova di integrità morale e che, per il suo modo di operare schietto, castigato da un personale riserbo, privo di forti rapporti con il mercato e di sostegno critico, ha rischiato di essere sommerso nel silenzio.

L’attività di Anton Gino Filippi attraversa gli anni cruciali della prima metà del ’900, epoca intensa e febbrile, ricca di conflitti ideali e morali, segnata da una costante accelerazione di avvenimenti e di fatti e dalla “rapidità di logorazione del verbo” per cui ogni scuola, ogni manifesto hanno portato “nel cielo dell’arte il barbaglio di una meteora o di un fulmine”.
Anton Gino Filippi rimane testimone appartato di quel che accade nel mondo artistico a lui contemporaneo; assorbito dall’insegnamento e dalla professione di progettista, procede autonomo affi¬nando la sua sensibilità grafica e pittorica con le sue stesse ricerche. Dotato di un innato talento, coltiva una molteplicità di interessi che spaziano dall’architettura, alle arti visive, alla musica, al cinema. Pur vivendo a Portogruaro, realtà provinciale, riesce a mantenere stimolanti contatti con artisti ed intellettuali stimati in Italia. Di tanto in tanto approda nella città lagunare che gli apre la visuale sui panorami artistici più avanzati offrendogli l’opportunità di vagliare le proposte della Biennale – osservatorio privilegiato su quanto matura in Italia e all’estero – di Ca’ Pesaro, aperto a pro¬mettenti giovani artisti, e della Fondazione Bevilacqua, sostenitrice di forze “vecchie” e nuove.

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