Attilio Marchetto, feb 2007
NOTA BIOGRAFICA
Attilio Marchetto vive e lavora a Pordenone.
Oggi fotografo con uno stile personale ed una propria riconoscibilità, ha scoperto nella fotografia il suo vero mezzo espressivo dopo essersi misurato con la pittura e il disegno.
Per un trentennio ha svolto in qualità di tecnico serigrafo l’attività imprenditoriale e, in parallelo, ha col¬tivato la passione per la fotografia a cui – da molti anni oramai – si è votato in maniera esclusiva. Dal 1977 espone in Italia e all’estero in mostre personali e collettive, privilegiando temi paesaggi¬stici ed ambientali, colti negli aspetti e nei dettagli più inconsueti, ma ponendo anche interesse all’e¬lemento umano, soprattutto al volto e alle mani, specchio dell’animo.
Cattura la figura umana sempre nel suo ambiente; esemplificativi, in questo senso, sono, degli anni ’80, un suo reportage sulla casa di riposo Umberto I di Pordenone e sul coro Tomat di Spilimbergo che egli ha seguito in una tournée. Nel 1977, al Museo George Sand a La Chatre, ha esposto una significativa serie di foto sul Friuli prima e dopo il terremoto. Nel 1981 al Museo di Palazzo Ricchieri di Pordenone ha ottenuto buoni consensi di critica e di pubblico la testimonianza di un’eccezionale esperienza – “Teatro Scuola e Cultura” -, promossa dagli attori Carlo Pontesilli e Carla Marzon e resa con immagini di rara sensibilità sul mondo infantile. Nel 1984 al circolo culturale “Pro Desio” di Milano presenta: “Valcellina: la bellezza insidiata”; corredata da un testo critico dello scrittore Pier Aldo Marasi, e alla “Galleria Policreti” di Pordenone, “Venezia: l’occhio eretico sul Carnevale” con un personalissimo commento dello scrittore Elio Bartolini.
Questa singolare rassegna sul carnevale veneziano è stata successivamente ospitata dalla Provincia di Bari e dall’Istituto Italiano di Cultura di Monaco.
Ha pubblicato con l’editore Roberto Vattori un libro su “Vito d’Asio, una vita, una storia”; da una collaborazione con Giovanni Gastel sono nate le foto sulla moda, pubblicate dal mensile “Donna”. Tra i tanti lavori è degna di menzione l’accurata testimonianza fotografica sulla realizzazione del nuovo Teatro Verdi di Pordenone, inserita nell’opera “Una città, i suoi teatri” (Editore La Voce) del 2005.