Uomini nel corpo
Il senso di una mostra è la sua eventicità: la suggestione tematica, l’incontro espressivo, un dato perfino emotivo, la relazione stessa con l’unicità di un luogo. Nel percorso di Dolores Previtali cade ora questa occasione espositiva, per la cura di Flavia Benvenuto Strumendo, nella città di Portogruaro.
Il tema è Uomini nel corpo dove si può cogliere la poetica, l’intuizione, il lascito interiore di questa scultrice nella contemporaneità.
Spesso ritorna la riflessione di un cambiamento epocale, dove, nella perdita dei nostri ricordi, dei nomi, dei volti, delle forme conosciute, tutto sembra accadere e consumarsi come su una superficie mediatica, globale, desimbolizzata. In Dolores Previtali il corpo è presenza, gesto. Il corpo si libera da connotati descrittivi, rappresentativi, si libera dalle vanità storicistiche: è atto, primordio.
Con il titolo Figure, Uomini sono sculture che si innalzano nella scena dell’esistere. Con il titolo Torso le sculture rivelano l’archetipo, la fisicità del qui e ora. Prendiamo a confronto lo specifico della pittura nelle sue situazioni più divaricate e imprevedibili: la pittura si configura come nostalgia, assenza, ombra, metafisica, specchio. La pittura è l’epifania dei colori, nella loro temporalità ( e perfino nella poetica “improbabilità”. dell’io).
Nell’avvicinarsi a questo tema del corpo nelle sculture di Dolores Previtali, possiamo trovare un suggerimento in testi che appaiono illuminanti ( Il volto senza fine di Eugenio Galimberti); la vita del corpo non è rappresentazione, ma è la vita stessa nella sua metamorfosi, nella interna espressione che si stacca dai codici astratti dei linguaggi.
Ricordiamo Arturo Martini per il quale la poesia, la musica, l’architettura, la pittura si trasformano, si traducono nelle epoche, mentre la scultura rimane la forma di un tempo lentissimo. Per Manzù la scultura era gesto d’amore, la carezza della mano. Per Alberto Giacometti la scultura era stata quasi un cammino verso lo sguardo ancestrale del volto, della sua valle.
Infine potremmo ricordare ancora che Dolores Previtali nel tono raccolto della vita delle sue sculture potrebbe essere ricondotta al segno, al sentimento profondo della voce al femminile. Nell’horror pieni della comunicazione, dello spazio virtuale, la voce al femminile (in arte, in poesia) è la presenza testimoniale del corpo vissuto, del mistero dello sguardo, dell’abbandono, della pietà perduta.
Stefano Crespi