L’AFRICA
a cura di Flavia BENVENUTO STRUMENDO

La qualità del processo pittorico è sorprendente. Torrieri sembra reclamare la resur¬rezione dell’arte scoprendo “il demone in ogni cosa”.
Nelle opere dedicate all’Africa – continente non visitato, di cui sente l’attesa impotente – i luo¬ghi, indagati nella dimensione del mistero, si di¬panano come un fondale alle spalle degli animali accampati con il loro volume plastico nell’ im¬mensità di un paesaggio “estraneo”- reso più abis¬sale da sfrangiature luminose – dove tutto “È un silenzio attento, è un silenzio vivente” (Marguerite Yourcenar), su cui incombe un’epifania. È al sapiente gioco di luce e di ombre, comprese o sospese tra terra, acqua, cielo e naufragate in colori ultraterreni, che Torrieri si affida per ve¬stire la natura di visionario, per immobilizzare il tempo, per interrogarsi sull’enigmaticità del reale e l’inspiegabilità dell’essere.