GIANCARLO CAZZANIGA ed i suoi amici pittori

 

“Ciascun paese è importante in epoche diverse
perché il mondo per ogni epoca
ha bisogno di un’immaginazione diversa…”

Gertrude Stein, Parigi 1940

Intra, Ferroni, Cerri, Cazzaniga - 1985Milano, negli anni cinquanta, è “il posto dove bisogna essere per essere liberi”. Viva e solidale la città è crogiuolo di identità diverse. In essa un bar, un ristorante … possono diventare luogo di incontro multiculturale; ritrovo di artisti e di intellettuali dagli interessi spirituali e materiali più disparati. La Taverna Messicana, il Santa Tecla, il mitico bar Giamaica “la macchina dell’amicizia” (secondo E. Tadini) sono “covo” di anticonformisti, di ribelli, di bohemiens, di giovani artisti dell’Accademia di Brera, di eccentrici galleristi (tra cui Luca Scacchi, “il Gracco”, che porta Bacon in Italia e, per primo, presenta “Merda d’artista” di Manzoni). In questi luoghi, si incontrano e solidarizzano anche Giancarlo Cazzaniga e i suoi “amici pittori”: Banchieri, Ceretti, Ferroni, Guerreschi, Vaglieri; degli “incazzati” che inseguono una pittura di realtà svincolata dalle ideologie, sottratta ai condiziona­menti propagandistici ed impegnata, invece a raccontare, in maniera non compiacente, speranze e durezze metropolitane. Per loro il ‘paesaggio” è sguardo, visione, introspezione, partecipazione emotiva. Racchiudono nelle loro opere realtà e simboli, voci delle cose e flusso dei ricordi: fosche nature morte, interni squallidi, “vicoli intrisi di umida fuliggine”; sono soggetti colti sia nella periferia urbana tetra, degradata, annebbiata dai fumi delle fabbriche sia nella Milano notturna, “scapigliata” che ha da poco scoperto il jazz, i suoi interpreti, le sue atmosfere, le sue luci, che essi traducono con colori che hanno in sé una moltitudine di risonanze. Tra le molteplici realtà che compongono la vita, esplorano le più inquietanti, tormentate. Fondono esistenza ed arte, quotidianità e pittura, speranza ed utopia. Sono protagonisti del “realismo esistenziale”, una stagione che vivono con passione. Poi ciascuno camminerà per la propria strada, conseguendo, in direzioni diverse, nuovi qualificanti risultati.