CLAUDIA SONEGO DIALOGA CON RENATA GALLIO

RENATA GALLIO - Copertina Catalogo - Per presentarti quali aggettivi useresti? Sicuramente “svanita”.

-Sei arrivata all’illustrazione per caso o per scelta? Puoi raccontarci com’è andata?

Tutto iniziò nel 2002. Un collega, al quale avevo da poco confidato la mia passione per il disegno, mi propose di occuparmi delle illustrazioni del libro a cui stava lavorando, 18 disegni in bianco e nero per 18 capitoli; non sapevo nulla di illustrazione… accettai, per non dir di no a un caro amico, per curiosità, per uscire un po’ dalla solita routine scuola-casa-lavoro. Accettai, ma con l’intenzione di capirci qualcosa di più., per questo mi iscrissi alla Scuola Estiva di Illustrazione di Sarmede, di cui avevo da poco scoperto l’esistenza.

Frequentare anche un solo corso base può davvero cambiarti la vita, ma poco avrei concluso se non avessi incontrato le persone giuste: Giorgio Zanin, il mitico collega dalle proposte strampalate, e Svjetlan Junakovic, grande illustratore e Maestro come pochi sanno essere. Poca strada avrei fatto, infine, senza il sostegno di mio marito: Roberto mi ha sempre incoraggiato, lui è il primo che vede quello che faccio e i suoi suggerimenti si rivelano sempre preziosi. Non è sempre facile trovare l’ispirazione quando sei pressata da compiti da correggere, relazioni (e panni!) da stendere e poi ci sono Mattia, Anna e Andrea (le mie tre creature) che giustamente reclamano attenzione. Se ripenso al percorso compiuto, mi rendo conto di aver ottenuto molto, molto di più di quanto avrei potuto sperare… l’essere stata selezionata a Bologna, i contatti con le case editrici sono stati per me traguardi decisamente inaspettati.

- Non hai mai pensato di dedicarti completamente a questo settore?

RENATA GALLIO - E allora piove, piove, piove... Sono un’insegnante, sto bene con i miei alunni e amo un lavoro che oltre a darmi delle soddisfazioni, mi garantisce uno stipendio sicuro; inoltre, dedicarmi all’illustrazione nei ritagli di tempo, mi consente di viverla come uno svago, un momento di evasione dagli impegni quotidiani, uno spazio tutto per me. Se mi dedicassi completamente ad essa e diventasse un vero e proprio mestiere, svanirebbe la magia… il mio angolo colorato diventerebbe il mio studio e le proposte di lavoro, che ora accolgo con “leggerezza” (non certo con superficialità), si tradurrebbero in impegni inderogabili che affronterei sicuramente con spirito meno rilassato.

- Divisa dunque tra famiglia e insegnamento, hai un luogo tutto tuo dove lavori?

Per anni ho “pasticciato” in cucina, in una mano il pennello e nell’altra il mestolo… da un anno abito in una nuova casa dove ho un angolo tutto mio! Un’ex cantinetta, fresca d’estate e facilmente riscaldabile d’inverno, una scrivania, un vecchio tavolino… ciò che basta per appoggiarci pennelli e colori, un sogno realizzato.

- Con quale libro hai esordito? Con “La posta sul banco”, di Giorgio Zanin e Paolo Venti (Campanotto editore – Udine).

- Hai altri libri in preparazione? A quale progetto stai lavorando ora?

RENATA GALLIO - Io conosco l'omino della pioggia In questo momento non sto lavorando precisamente a dei libri. Sono stata recentemente contattata da una casa editrice di Chicago che mi ha commissionato un lavoro per una rivista per bambini. Sto cercando anche di realizzare qualcosa di nuovo per la Fiera di Bologna, chissà!

- Che cosa ti piace di più del tuo “lavoro” di illustratrice?

Riassaporare la magia delle storie attraverso quel ” fanciullino” che, nonostante tutto, si ostina a vivere in noi.

- Come affronti l’interpretazione di un testo?

Le storie ti devono prendere, “pizzicare” … quando una storia “pizzica” te ne accorgi… gli occhi non seguono più le righe e la mente vola; compaiono all’improvviso personaggi dall’aspetto buffo, stralunato, ti prendono per mano e tu nella storia ci entri e scopri quello che le parole non dicono. Se la storia mi prende, mi lascio trasportare, se invece non “pizzica”, beh, allora è dura!

- Che genere di lettrice eri da bambina?

Una lettrice affamata, in tutti i sensi! Leggevo di tutto, dai classici delle fiabe a Moby Dick, dai fumetti (Alan Ford, Tex, Ken Parker…) ai miti antichi e mentre leggevo divoravo pane e salame (ed ero magrissima!).

- Ci sono dei personaggi delle fiabe, dei racconti, della letteratura a cui sei legata?

Riguardo alle fiabe, sicuramente la strega di Hansel e Gretel, per me la più cattiva in assoluto (diabolico il tranello della casetta di marzapane!). Se penso poi a personaggi letterari, mi vengono in mente il giovane Holden e la monaca di Monza (per lei ho sempre provato una pena infinita!).

- E un libro?

“Il piano infinito” di Isabel Allende.

- Che requisiti dovrebbe avere un “bel libro»?

Da un bel libro non ti stacchi facilmente, non lo riponi sullo scaffale una volta letto, ma rimane in bella vista, a portata di mano, anche per essere solo accarezzato, annusato, sfogliato…quali requisiti deve avere? A mio parere anche per i libri vale il detto: “Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”.

- Come si promuove l’interesse per il libro illustrato?

RENATA GALLIO - Las Dentaduras de Paco Palma Proponendo nelle scuole di ogni ordine e grado (chi lo dice che i libri illustrati sono solo per bambini?) incontri con autori e illustratori; organizzando mostre, convegni che possano restituire alle storie “colorate” dignità artistica e culturale (e mi sembra che voi stiate facendo un ottimo lavoro!).

- Oltre all’illustrazione c’è qualche altra forma di narrazione che prediligi? La poesia: anche le emozioni raccontano.

- A cosa non rinunceresti mai? Agli affetti famigliari.

- Dove vorresti vivere? Abito in campagna, in mezzo al verde, in una casa bianca con le finestre blu, cosa potrei desiderare ancora?

- Un viaggio che vorresti fare o una meta che vorresti raggiungere. Mi piacerebbe visitare il paese di Pippi Calzelunghe.

- Un film che ti piace. “Chocolat” con Juliette Binoche e Johnny Depp.

- Un musicista/cantante/genere musicale.

Sicuramente il rock anni Settanta, Neil Young, i Lynyrd Skynyrd… non mi dispiacciono i Red Hot Chili Peppers, ma mi emozionano anche James Taylor, Pino Daniele e De Gregori.

- Un ricordo particolare legato alla tua esperienza di illustratrice.

Il primo corso base a Sarmede, per me una sorta di terapia d’urto. Devo solo ringraziare Svjetlan, senza il suo paziente sostegno avrei sicuramente mollato!