Leggo e disegno
“Leggo e disegno …. disegno e racconto”
Per la quarta volta “Arte al Marconi” propone al suo pubblico una mostra di illustrazioni per l’infanzia come momento per ripensare criticamente la realtà infantile e per dar voce e visibilità alle istanze dei bambini e delle bambine affinché non siano mai banalizzate, e ai loro diritti affinché siano riconosciuti e resi effettivi.
La mostra intende essere segno di attenzioni adulte, rispettose dei sogni e dei bisogni dei piccoli e, nel contempo, occasione per ammirare opere d’arte che danno godimento estetico ed educano al bello artistico e al senso etico.
Quest’anno a rappresentare il ricco universo degli illustratori per l’infanzia è stata invitata ad esporre Renata Gallio, artista di talento e di prodiga fertilità creativa che da un decennio si misura con il linguaggio iconico.
In “Leggo e disegno… disegno e racconto”, sotto il segno del fare ci affida alcune delle sue storie dipinte, nate da corrispondenze, dirette e metaforiche, tra sé e un’opera scritta. Coniugando segni, forme e colori tesse trame che catturano lo sguardo e che comunicano emozioni di gioia, di serenità ma anche di mestizia e di inquietudine. Madre di tre bambini ed insegnante, è abituata ad osservare da vicino i “piccoli”, sa testimoniarne la “fragilità” e rispettarla, sa andare oltre le oggettività banalizzanti.
Come magico prestigiatore ricorre ad ogni sorta di trucco, dal più semplice al più sofisticato, per sorprendere, per stupire, per divertire bambini e ragazzi; per dire loro cose che – dette in altro modo – non ascolterebbero. La sua narrazione pittorica nasce dall’intimo ascoltarsi e dal fiducioso affidare all’intera fantasia – sia emotiva che intellettuale – le sue intuizioni. Nel suo discorso pittorico, eticamente forte, racconta situazioni, fatti ed eventi arricchendoli di connotati che si prestano a più interpretazioni.
Fonde l’uso del meraviglioso con la precisione del dettaglio dischiudendo dalle sue “colorate conversazioni” una vocazione lirica. Traduce il sentimento poetico delle cose giocando sulla maggiore o minore pressione del segno, sulle variazioni di trasparenza e di dominanti cromatiche. Incantata – come lei stessa confessa – da “L’ornino della pioggia” di Gianni Rodari, con pennellate diluite e trasparenti ne delinea il profilo esile, la leggerezza quasi eterea, sorprendendolo mentre
volteggia, avvolto dalla magia del vuoto e del silenzio, tra le nuvole di un cielo, morbido come tessuto, accordato sui toni del rosso.
Il piccolo uomo “aereo” affaccendato a chiudere e ad aprire rubinetti, vive lateralmente a stravaganti personaggi corpulenti, agitati e sbuffanti, corredati da curiosi oggetti.
Figure, queste, comiche e surreali, eppur legate ad una dimensione quotidiana, che si muovono in un’indefinibile aura di sortilegio. I loro corpi esageratamente allungati, con ventre vistosamente allargato, sono sottolineati da una pennellata densa, materica, consistente che ben esprime la loro pesantezza .
La fascinazione per le cromie “illuminanti”, la deformazione dei corpi, l’interesse per il dettaglio, descritto con minuzioso realismo e qualche civetteria, si accompagna a sottile ironia e comicità anche nella illustrazione “Las dentaduras de Paco Palma” e di “Don’t call me Sidney”: campi di colore abitati da immagini incisive e divertenti che si prestano a più livelli di lettura.
Respiri di poesia, toccante lirismo percorrono “Il viaggio, 1941″ di Corrado Alvaro, una pagina dipinta in cui i dati reali si caricano di toni evocativi e di “suspence”. Qui, Renata Gallio congegna con abilità lo spazio scenografico. In esso cala un racconto di filtrata memoria con figure umane ed oggetti accostati con finezza di accenti ed efficacia allusiva. Poche cose, frammentarie, riportano il sapore dell’infanzia e fanno incrociare i sentieri misteriosi del passato e del presente.
Flavia Benvenuto Strumendo 17 febbraio 2011