Luisa Tomasetig, mar 2010
nata nell’aprile 1968
altezza 163 cm
diametro 1 m circa
n. piede 37
segni particolari lievemente astigmatica e piuttosto permalosa vive, lavora e gioca a Cividale del Friuli.
I PARTECIPANTI AL CONVEGNO DI PORTOGRUARO
Il dire “oltre” di Luisa Tomasetig ha il potere della fascinazione e dello sconcerto, ha qualcosa di tenero e di misterioso nello stesso tempo – come i suoi luoghi d’origine – e lascia incantati, agganciati ad un punto di domanda.
La sentiamo in dialogo con il Bosco, metafora delle cose della vita e dell’interiorità; la vediamo captare con lo specchio un raggio di luce per dirigerlo audacemente verso l’oscurità a scoprire cosa si nasconda nell’Ombra. Fragile e forte, cruda e poetica, Luisa Tomasetig possiede una sua arma potente nella sfida: è la chiave di quell’ironia rivelatrice di una profonda dolcezza.
Sarà forse per rispondere a tale molteplicità di dimensioni che questa artista poliedrica scandisce il proprio percorso in una serie di “convegni”, di appuntamenti nei quali agli invitati (ai partecipanti) è chiesto di ricondurre all’unità i contrasti del Sé e della leggenda, di farsi complici nella ricerca del Senso.
E loro lo fanno: ora affacciandosi dolenti dal fondo dei gusci di cartapesta, ora occhieggiando inquietanti e indagatori, ora giocando burleschi e ammiccanti con le consistenze materiche di cui sono fatti (quasi un invito a cambiare punto di vista), ora esprimendo nella densità di segno e colore lo spessore della vita vissuta prima di manifestarsi in immagine.
È questa loro forza interrogativa che cattura e provoca, coinvolgendo in un “gioco” sospeso tra bisogno di magia e consapevolezza che riguarda ciascuno di noi, tanto nell’esperienza del dolore quanto nell’aspirazione alla gioia, in ogni caso nella meraviglia del vivere.
Donatella Neri